Il Settimo Splendore. La modernità della malinconia.
200 opere, 130 protagonisti, 6 secoli di storia dell'arte, 4 anni di lavoro: questi i numeri del più grande evento del 2007. Una mostra di grande fascino che propone un approccio innovativo alla lettura storica della malinconia nell'arte attraverso le opere di Botticelli e di Moretto, di Giorgione e del Lotto, di Caravaggio e del Guercino, di Tiziano e Tintoretto, di Modigliani e Carrà, di Parmiggiani e di Barni e di molti altri ancora, Michelangelo compreso, presente in mostra con uno studio di testa per la Cappella Sistina in Vaticano.
Un esaustivo percorso iconografico e iconologico attraverso un'interpretazione positiva di un sentimento che determina i presupposti della creatività e ne rivendica le origini italiane e mediterranee, sviluppatesi a partire dall'entourage fiorentino promosso da Lorenzo de Medici, in un periodo in cui le certezze, la forma e gli equilibri umanistici declinavano verso una crisi progressiva. Fino ai giorni nostri attraverso una continuità che si propone nelle diverse sfaccettature dell'arte e della cultura.